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È meglio la formazione in presenza o a distanza? La risposta non è nella modalità, ma nello sguardo

30 Luglio 2026
È meglio la formazione in presenza o a distanza? La risposta non è nella modalità, ma nello sguardo

Di Daniele Bianchi

Abbiamo delegato alle app la nostra capacità di scegliere, di orientarci e, sempre più spesso, perfino il coraggio di approcciare un’altra persona. Nelle nostre aule di formazione in GEMA, dove si forgia la leadership del futuro, mi rendo conto che il vero change management non riguarda più solo i processi aziendali, ma la nostra stessa umanità. Stiamo perdendo l’istinto dell’incontro casuale, e una delle mie sfide principali, oggi, è diventata insegnare ai ragazzi a guardarsi di nuovo negli occhi.

Spesso mi occorrono due settimane per convincere i giovani in aula a riporre il telefono per tutta la giornata. È una resistenza naturale, la difesa di chi è cresciuto mediando ogni emozione attraverso uno schermo. Ma quando finalmente quella barriera cade, assisto ogni volta a un piccolo, straordinario miracolo. Durante la pausa, vicino alla macchina del caffè, i ragazzi smettono di scrollare e ricominciano a parlarsi.

Formazione in presenza vs Virtual Class: quale scegliere per la propria crescita?

Alla domanda se sia meglio la formazione in presenza o a distanza, la risposta non è una classifica, ma un obiettivo: la distanza ottimizza le nozioni e il tempo, la presenza allena le relazioni e l’intelligenza emotiva.

Sia chiaro: in GEMA proponiamo con orgoglio percorsi di eccellenza sia per chi cerca un master in presenza o online. Non credo affatto che esista un ecosistema «peggiore» dell’altro; parliamo di due approcci profondamente diversi, ciascuno con i propri innegabili punti di forza. La formazione a distanza è una risorsa straordinaria: abbatte le barriere geografiche, garantisce flessibilità e ci permette di connettere professionisti ovunque si trovino, con un’efficienza impensabile fino a qualche anno fa.

Modello FormativoPunto di Forza PrincipaleCompetenze Sviluppate
Virtual Class (Distanza)Flessibilità e abbattimento dei confini geograficiCompetenze tecniche e digital collaboration
Aula Fisica (Presenza)Riconquista dello spazio e interazione spontaneaEmpatia, prossemica e networking profondo

Tuttavia, tra i vantaggi della formazione in presenza oggi spicca qualcosa che va oltre la semplice didattica: rappresenta la riconquista di uno spazio fisico. In un mondo che sta diventando sempre più virtuale, in cui lo schermo agisce ininterrottamente come mediatore tra noi e l’esperienza, scegliere di abitare fisicamente la stessa stanza è diventato un atto di presenza radicale.

La riconquista dei sensi

Quello che facciamo nell’aula fisica, quindi, non è semplicemente erogare concetti, ma guidare una vera e propria riabilitazione sensoriale e relazionale. Come psicologo del lavoro, so bene che nessuna nozione di management può essere interiorizzata profondamente se prima non si è disposti a mettersi in gioco senza filtri nello spazio reale, un passaggio essenziale per sviluppare soft skills in aula.

Dobbiamo, paradossalmente, tornare a insegnare l’ovvio: vivere il presente. Significa riabituarsi alla fisicità del mondo che ci circonda: il profumo del caffè nei corridoi, il suono di una voce, la percezione dello spazio prossemico, il tatto di una stretta di mano autentica. È la grammatica non scritta dell’empatia, che nessun algoritmo potrà mai replicare.

Non è solo una mia impressione da psicologo: i dati parlano chiaro. Studiosi come Jonathan Haidt e Jean Twenge hanno ampiamente dimostrato come la Generazione Z stia vivendo una vera e propria epidemia di ansia sociale, terrorizzata dall’assunzione del «rischio emotivo». Cresciuti in quella che Haidt definisce un’infanzia basata sul telefono, i giovani hanno perso la palestra naturale per gestire l’imbarazzo e il rifiuto. Avvicinarsi all’altro dal vivo è vissuto oggi come un azzardo intollerabile.

L’arte dell’incontro gratuito

In questo spazio fisico riconquistato, prende vita una delle esperienze umane più belle e oggi più temute: l’approccio spontaneo.

Vedere un ragazzo che trova il coraggio di avvicinarsi a una ragazza in aula o nel corridoio, incrociandone lo sguardo senza il filtro rassicurante di un dispositivo, è un atto di pura vitalità. La cosa più preziosa che cerchiamo di trasmettere è che questo incontro non deve essere necessariamente caricato di aspettative sentimentali o di secondi fini.

Avvicinarsi all’altro è, prima di tutto, il piacere puro della scoperta e dell’arricchimento che una persona diversa da te può offrirti. In un mondo in cui ogni interazione sembra dover avere un obiettivo pratico o una conversione immediata, fermarsi a scambiare due parole con uno sconosciuto solo per il gusto di farlo è diventato un atto rivoluzionario.

L’uomo al centro dell’evoluzione

Questo approccio non è una divagazione romantica, ma l’essenza stessa del nostro modello Learning by Evolving®. Evolvere non significa solo dominare i nuovi strumenti digitali, ma saper custodire la nostra natura mentre il mondo accelera.

Abbiamo scelto di trasformare GEMA in una Società Benefit proprio perché crediamo che un’azienda sana nasca da individui consapevoli e radicati nella realtà. Non possiamo formare leader etici, capaci di applicare la vera intelligenza emotiva nel management, se prima non restituiamo loro la capacità di prestare reale attenzione a chi hanno di fronte.

La tecnologia ci ha dato strumenti formidabili per comunicare a distanza, ma ci ha tolto le parole per parlarci da vicino. Il management del futuro, in fondo, inizierà sempre da qui: da uno sguardo reale, scambiato nel momento presente.

Se hai appena finito l’università e stai valutando un master in presenza, scegli GEMA. È qui, nel nostro Master in Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane, che tutto quello che ho raccontato in questo articolo prende forma concreta: non solo un percorso di alta formazione, ma un anno in cui reimparerai il valore dello sguardo, dell’ascolto, della fiducia costruita in una stanza reale con persone reali. Le competenze che oggi il mercato del lavoro chiama «soft skill» — empatia, capacità di leggere una relazione, coraggio di avvicinarsi all’altro — qui non si studiano su un manuale: si allenano ogni giorno, in aula, tra un modulo e l’altro. Chi gestirà le persone domani deve prima di tutto saperle guardare negli occhi oggi.

FAQ

È meglio la formazione in presenza o a distanza?

Non c’è una modalità migliore in assoluto: la distanza ottimizza tempo e nozioni, la presenza allena relazioni ed empatia. La domanda giusta non è quale scegliere, ma cosa vuoi allenare in questo momento della tua crescita.

Cosa si impara in aula che online non si impara?

Si impara a leggere uno sguardo, a gestire un silenzio, ad avvicinarsi a uno sconosciuto senza il filtro di uno schermo. Sono competenze che nessuna piattaforma può simulare, perché nascono dal corpo prima ancora che dalla mente.

Perché i ragazzi oggi fanno più fatica a socializzare dal vivo?

Perché hanno delegato allo smartphone anche il coraggio di approcciare l’altro. Non è un giudizio, è quello che vedo ogni volta che serve una settimana intera per convincere un’aula a lasciare il telefono nello zaino — e ogni volta, quando succede, i ragazzi ricominciano a guardarsi negli occhi.

Un master in presenza serve ancora se posso studiare da casa?

Sì, ma non per la parte di contenuto: quella la trovi ovunque. Serve per la parte che non si scarica — il networking reale, l’intelligenza emotiva, l’abitudine a stare nello stesso spazio di altre persone senza uno scopo pratico immediato.

Cos’è il Learning by Evolving® di GEMA?

È il nostro modo di intendere la crescita: non solo dominare gli strumenti digitali, ma custodire la capacità di prestare attenzione reale a chi si ha di fronte, dentro e fuori l’aula.

L’AUTORE Daniele Bianchi Chairman & CEO di GEMA Business School e docente nel Master in Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane. Psicologo del lavoro, si occupa di leadership, change management e sviluppo delle soft skill. Scopri il profilo →
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