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Il collega che si lamenta sempre: cosa c’è dietro e cosa possiamo fare insieme

20 Ottobre 2026
Il collega che si lamenta sempre: cosa c’è dietro e cosa possiamo fare insieme

In ogni azienda c’è chi trova un difetto in ogni novità: il nuovo software, la riorganizzazione, perfino il caffè. Di solito lo si liquida come “lamentoso”, pessimista o addirittura “collega tossico”. La psicologia del lavoro suggerisce un’altra lettura: il lamento può essere un messaggio, e non sempre il suo contenuto racconta tutto ciò che la persona sta vivendo.

Dietro ogni azienda ci sono persone, con le loro fatiche, le loro paure e i loro momenti difficili. Comprendere cosa alimenta una lamentela ricorrente può essere il primo passo per migliorare il benessere sul lavoro e le relazioni tra colleghi.

PSICOLOGIA DEL LAVORO · BENESSERE ORGANIZZATIVO

La lamentela cronica sul lavoro vista dalla psicologia

di Presidente GEMA Business School
COMPRENDERE PRIMA DI GIUDICARE

Perché un collega si lamenta sempre? Le possibili cause psicologiche

Il lamento può assumere significati differenti a seconda della persona e del contesto. A volte esprime insoddisfazione per un problema concreto; altre volte può essere collegato a un senso di impotenza, a stress prolungato o alla difficoltà di comunicare il proprio disagio.

La psicologia offre alcuni modelli utili per interpretare queste situazioni. Non sono diagnosi da attribuire ai colleghi, ma strumenti per formulare domande migliori.

1 BANDURA · AUTOEFFICACIA

Autoefficacia fragile

Albert Bandura ha studiato il ruolo delle convinzioni di autoefficacia: quanto una persona ritiene di poter affrontare un compito e incidere sui risultati delle proprie azioni.

Quando questa fiducia è fragile, esporsi può sembrare rischioso. Dire “tanto questo progetto non funzionerà” può diventare un modo per proteggersi preventivamente dalla possibilità di sbagliare.

QUELLO CHE POTREBBE ESSERCI DIETRO

“Non sono sicuro di riuscire a gestire questa situazione.”

2 SELIGMAN · CONTROLLO PERCEPITO

Impotenza appresa

Gli studi di Martin Seligman e Steven Maier hanno contribuito alla comprensione delle reazioni a situazioni percepite come incontrollabili.

Trasferendo il concetto con cautela al contesto lavorativo, ripetute esperienze in cui le proprie iniziative sembrano non avere effetti possono indebolire la motivazione a riprovare.

QUELLO CHE POTREBBE ESSERCI DIETRO

“Ho già provato a cambiare le cose, ma non è servito.”

3 JOB DEMANDS-RESOURCES

Carico di lavoro e stress prolungato

Il modello Job Demands-Resources, sviluppato nella psicologia del lavoro, mette in relazione le richieste lavorative con le risorse disponibili per affrontarle.

Quando aumentano le richieste e mancano tempo, supporto o autonomia, può crescere il rischio di esaurimento. In queste condizioni anche un piccolo imprevisto può diventare difficile da sostenere.

QUELLO CHE POTREBBE ESSERCI DIETRO

“Sono già al limite e questa è un’altra cosa da gestire.”

4 GROSS · REGOLAZIONE EMOTIVA

Emozioni difficili da esprimere

Nei contesti professionali può risultare difficile parlare apertamente di paura, insicurezza, vergogna o frustrazione.

Gli studi di James Gross sulla regolazione emotiva aiutano a comprendere come le persone gestiscono ed esprimono le proprie emozioni. Talvolta una difficoltà emotiva può essere comunicata indirettamente attraverso una critica.

QUELLO CHE POTREBBE ESSERCI DIETRO

“Questo cambiamento mi preoccupa e non so come dirlo.”

5 EDMONDSON · SICUREZZA PSICOLOGICA

Bassa sicurezza psicologica

Amy Edmondson ha studiato la sicurezza psicologica nei team: la convinzione condivisa di poter fare domande, ammettere errori o esprimere dubbi senza temere conseguenze interpersonali negative.

Quando esporsi viene percepito come rischioso, alcune persone possono preferire conversazioni informali e critiche tra colleghi anziché portare apertamente un problema nelle sedi appropriate.

QUELLO CHE POTREBBE ESSERCI DIETRO

“Non mi sento tranquillo nel dire apertamente cosa penso.”

Attenzione alle interpretazioni automatiche

Una frase negativa, da sola, non permette di conoscere lo stato emotivo di una persona. Questi modelli servono ad ampliare lo sguardo e a orientare il confronto, non a etichettare i colleghi.

LE RELAZIONI NEL TEAM

Lamentarsi sempre sul lavoro: quali effetti ha sul clima aziendale?

Una lamentela occasionale può essere utile: richiama l’attenzione su qualcosa che richiede un cambiamento. Quando però la conversazione rimane costantemente negativa e non trova uno spazio di elaborazione, può diventare faticosa per tutto il gruppo.

Il rischio è che le persone inizino ad aspettarsi sempre il peggio, che il confronto si trasformi in una conferma reciproca delle difficoltà e che alcuni colleghi prendano le distanze.

1 Energia del gruppo

Le conversazioni ripetitive possono assorbire tempo e attenzione.

2 Relazioni

La distanza tra colleghi può crescere, rendendo più difficile il supporto reciproco.

3 Fiducia

Un confronto continuamente negativo può indebolire la disponibilità a collaborare.

C’è però un aspetto che merita particolare attenzione: anche chi si lamenta può trovarsi in una condizione di disagio e rischiare di sentirsi progressivamente più isolato.

UNA PROSPETTIVA DIVERSA

Prima di chiederci come fermare una lamentela, possiamo domandarci quale problema non stiamo ancora riuscendo ad affrontare insieme.

PARTIRE DA SÉ

Se ti lamenti spesso sul lavoro: quattro cose che puoi provare

Accorgersi di entrare frequentemente in una spirale di critiche è già un primo passo. Non significa dover ignorare ciò che non funziona, ma trovare modalità che permettano di esprimere le difficoltà e recuperare margini di azione.

1

Riconosci il tuo schema

Prova a chiederti: “Quando mi lamento, che cosa sto realmente provando?”. Potrebbero esserci stanchezza, paura o frustrazione.

2

Dai un nome a ciò che senti

Dire “sono sotto pressione” o “questa attività mi preoccupa” rende più chiaro il bisogno e facilita il confronto.

3

Prova a formulare una proposta

Quando è possibile, accompagna la critica con un primo passo concreto: “Potremmo provare questa soluzione?”

4

Chiedi aiuto

Confrontarti con un collega, un responsabile o una figura di supporto può aiutarti a non affrontare da solo una situazione difficile.

Non sempre è possibile proporre subito una soluzione. In presenza di problemi organizzativi strutturali, responsabilità e possibilità di intervento devono essere condivise con chi ha il potere di modificare la situazione.

ASCOLTO E CONFINI

Come comportarsi con un collega che si lamenta di tutto?

Quando una persona porta continuamente critiche e frustrazioni, può essere difficile trovare un equilibrio tra disponibilità e protezione delle proprie energie.

Ascoltare aiuta, ma questo non richiede di confermare ogni giudizio negativo o diventare l’unico punto di sfogo della persona.

EVITA DI ALIMENTARE LA SPIRALE

“Hai ragione, qui è tutto un disastro.”

Può sembrare una risposta empatica, ma spesso lascia la conversazione nello stesso punto.

ASCOLTA E APRI UNA POSSIBILITÀ

“Capisco che questa situazione ti pesi. Qual è la prima cosa che potremmo fare per affrontarla?”

La domanda riconosce il disagio e prova a trasformare la conversazione in un confronto utile.

Tre comportamenti che possono aiutare

Offri una mano concreta

“Vuoi che lo guardiamo insieme?” A volte il supporto pratico è più utile di molti consigli.

Metti confini rispettosi

“Adesso devo concentrarmi su questa attività. Possiamo parlarne dopo pranzo?”

Riconosci i problemi reali

Se emerge una criticità concreta, aiuta a portarla alla persona o alla funzione che può intervenire.

Aiutare un collega significa riconoscerne la difficoltà senza assumersi da soli la responsabilità di risolverla.

LEADERSHIP E RESPONSABILITÀ

Come gestire un dipendente che si lamenta sempre: il ruolo del manager

Chi coordina un team ha una responsabilità specifica: comprendere se dietro le lamentele ricorrenti ci siano difficoltà individuali, ostacoli organizzativi o entrambi.

Liquidare la situazione come un problema di atteggiamento rischia di far perdere informazioni importanti.

1

Vai oltre il contenuto

Durante un colloquio one-to-one puoi chiedere: “Ultimamente noto che diverse situazioni ti creano difficoltà. Come stai vivendo il carico di lavoro attuale?”

2

Verifica carichi e risorse

Prima di valutare il comportamento, controlla obiettivi, priorità, strumenti disponibili, tempi e supporto.

3

Restituisci possibilità di azione

Aiuta la persona a distinguere ciò su cui può intervenire dalle decisioni che richiedono il coinvolgimento di altri.

4

Offri feedback e supporto

Descrivi con rispetto l’impatto dei comportamenti sul gruppo e valuta le forme di sostegno disponibili, quando pertinenti.

5

Costruisci sicurezza psicologica

Crea occasioni di confronto in cui sia possibile segnalare problemi, formulare domande e ammettere difficoltà senza essere svalutati.

Un principio per i responsabili

Il feedback sul comportamento dovrebbe accompagnarsi a una verifica delle condizioni che lo favoriscono. Se il problema è organizzativo, la risposta non può essere affidata soltanto alla persona.

RESPONSABILITÀ CONDIVISA

Un patto di squadra per migliorare il clima aziendale

Il benessere sul lavoro si costruisce anche attraverso le abitudini quotidiane. Per questo può essere utile concordare poche regole di confronto, semplici e condivise.

Ascoltare senza giudicare le difficoltà espresse dai colleghi.

Portare i problemi nelle sedi appropriate e coinvolgere chi può intervenire.

Cercare proposte concrete quando esistono margini di azione.

Dire quando si è in difficoltà senza aspettare che il disagio si accumuli.

Un patto di squadra funziona quando le persone possono applicarlo in modo realistico e quando anche i responsabili fanno la propria parte. Non deve diventare una regola per scoraggiare le critiche legittime.

GEMA CORPORATE EDUCATION

Come migliorare il clima aziendale: l’approccio GEMA

In GEMA partiamo da un principio: le persone sviluppano nuove competenze attraverso l’esperienza, la riflessione e la possibilità di sperimentare.

È l’idea del learning by doing, collegata anche alla teoria dell’apprendimento esperienziale di David Kolb: esperienza concreta, osservazione riflessiva, concettualizzazione e sperimentazione attiva.

Oggi questa prospettiva si amplia attraverso il Learning by Evolving® : sviluppare la capacità individuale e organizzativa di continuare ad apprendere, adattarsi e rivedere i propri schemi nel tempo.

Su quali competenze si può lavorare?

1 Ascolto e conversazioni one-to-one

Per favorire un confronto più consapevole tra manager e collaboratori.

2 Feedback efficace

Con esercitazioni, simulazioni e confronto su situazioni reali.

3 Consapevolezza emotiva e stress

Per riconoscere segnali di difficoltà e sviluppare modalità più efficaci di gestione.

4 Comunicazione assertiva

Per esprimere bisogni, opinioni e criticità in modo chiaro e rispettoso.

5 Sicurezza psicologica nei team

Per creare regole condivise che favoriscano dialogo, apprendimento e collaborazione.

La progettazione formativa parte dall’analisi delle esigenze specifiche dell’organizzazione, perché ogni team ha dinamiche, persone e obiettivi propri.

IN SINTESI

Prima di etichettare un collega, proviamo a comprenderlo

Dietro una lamentela ricorrente può esserci la percezione di non avere controllo, un periodo di stress, una difficoltà emotiva o un problema organizzativo ancora irrisolto.

Non possiamo conoscere ciò che una persona vive basandoci soltanto sulle sue parole. Possiamo però ascoltare meglio, porre domande e creare condizioni in cui sia più semplice parlare apertamente.

IL CAMBIAMENTO COMINCIA DAL CONFRONTO Un clima di lavoro migliore si costruisce insieme, persona per persona, team per team.
DOMANDE FREQUENTI

FAQ sul collega che si lamenta sempre

Perché un collega si lamenta sempre?

Le cause possono essere diverse: stress lavorativo, senso di scarsa autonomia, problemi organizzativi, difficoltà relazionali o bisogni non espressi. Non è possibile stabilire la causa senza conoscere la situazione concreta.

Come comportarsi con un collega che si lamenta di tutto?

Può essere utile ascoltare, verificare se esiste un problema reale, chiedere cosa potrebbe aiutare e offrire supporto concreto. È importante anche stabilire confini rispettosi quando le conversazioni diventano troppo frequenti o impegnative.

Come gestire un dipendente che si lamenta sempre?

Un manager dovrebbe confrontarsi individualmente con la persona, verificare carichi di lavoro, priorità e risorse disponibili, dare feedback chiari e concordare possibili interventi. È importante evitare giudizi affrettati sul carattere.

Qual è la differenza tra lamentela e critica costruttiva?

Una critica costruttiva individua un problema specifico e favorisce un confronto sulle possibili risposte. Una lamentela ricorrente può essere generica e ripetitiva. Tuttavia, anche una lamentela priva di proposte può segnalare una criticità che l’organizzazione deve affrontare.

Lamentarsi sempre peggiora il clima aziendale?

Critiche continue e conversazioni negative possono rendere più faticose le relazioni e la collaborazione. È però importante distinguere questa dinamica dalla segnalazione di problemi reali, che deve trovare ascolto.

Come migliorare il clima aziendale?

È utile lavorare su ascolto, comunicazione assertiva, feedback, chiarezza dei ruoli, gestione dei carichi e sicurezza psicologica. Le iniziative devono essere coerenti con i problemi effettivamente presenti nel team.

Fonti e riferimenti scientifici

I seguenti studi forniscono i modelli teorici richiamati nell’articolo. Le possibili spiegazioni del lamento sul lavoro sono interpretazioni applicative di questi modelli, non diagnosi individuali.

1
Albert Bandura (1977)

Self-efficacy: Toward a Unifying Theory of Behavioral Change. Psychological Review.

Consulta lo studio ↗
2
Seligman e Maier (1967)

Failure to Escape Traumatic Shock. Journal of Experimental Psychology.

Consulta lo studio ↗
3
Bakker e Demerouti (2007)

The Job Demands-Resources Model: State of the Art. Journal of Managerial Psychology.

Consulta lo studio ↗
4
James J. Gross (1998)

The Emerging Field of Emotion Regulation: An Integrative Review. Review of General Psychology.

Consulta lo studio ↗
5
Amy Edmondson (1999)

Psychological Safety and Learning Behavior in Work Teams. Administrative Science Quarterly.

Consulta lo studio ↗
6
David A. Kolb (1984)

Experiential Learning: Experience as the Source of Learning and Development. Prentice Hall.

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Lorena vacchiano
26 Luglio 2026
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Esperienza bellissima, merito del corso veramente strutturato bene, l'accoglienza eccellente e delle persone meravigliose che ho potuto conoscere. Grazie ancora!
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serena serena
26 Giugno 2026
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Scegliere GEMA e il corso GOL si è rivelata una scelta strategica, non scontata per me: ho 56 anni, quasi con 30 anni di esperienza, eppure devo dire che il percorso si è rivelato pari a un vero e proprio master. Docenti pratici e casi reali hanno reso immediatamente applicabili gli strumenti proposti; in particolare ho apprezzato fin dalle prime lezioni un evidente il valore aggiunto del percorso: docenti di altissimo livello, professionisti con una consolidata esperienza sul campo, capaci di andare oltre la semplice teoria per condividere strumenti concreti, casi reali, best practice e preziosi consigli maturati nella loro esperienza quotidiana. Un approccio pratico e orientato al mondo del lavoro che rende la formazione immediatamente applicabile e di grande impatto. Poi la Sostenibilità è un settore per un possibile orientamento futuro. Organizzazione e supporto dello staff sono stati professionali e puntuali. Il confronto con partecipanti di diversa età e provenienti da studi accademici e/o settori diversi ha arricchito il confronto e il networking. Consiglio il corso GOL a professionisti anche esperti che vogliono un aggiornamento ad alto impatto, strutturato come un master ma con forte orientamento pratico ad una professione del futuro e soprattutto a ragazze/i che vogliono un completamento della formazione accademica e che amano il tema della sostenibilità, perché attraverso il Corso possono trovare vari percorsi da quello Social, a quello prettamente Ambientale o a chi è più appassionato di azienda e Governance.
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Francesco
27 Maggio 2026
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Temevo che questa business school fosse caratterizzata dalla tipica pressione al risultato e dall'esaltazione a primeggiare. Invece, ho trovato un percorso formativo orientato alla maturazione (adattissimo ai più giovani!), fondato sull'attenzione al dettaglio, sulla pratica, sull'empatia e su quelle piacevoli imperfezioni che rendono l'ambiente autentico e umano.
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Tesivald Danaj
19 Maggio 2026
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Fantastici docenti ed organizzazione sia dei contenuti che del corso. Vivamente consigliato
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Marco T.
19 Maggio 2026
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Grazie per la professionalità!
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Veronica Pellegrini
19 Maggio 2026
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Ho frequentato il Master in Project Management con l’obiettivo di acquisire competenze tecniche, ma ne esco con un bagaglio che va ben oltre la teoria del diagramma di Gantt. Ecco i pilastri che hanno reso questo percorso straordinario: - Relazioni e Networking: Fin dal primo giorno si è creata un’atmosfera di scambio autentico. La totale assenza della classica barriera docente-studente ha favorito un clima di collaborazione che ha arricchito enormemente l’esperienza. - Contenuti Esperienziali: Il corso si è basato su casi studio e progetti reali; un approccio learning by doing che permette di capire immediatamente come applicare gli strumenti nel mondo del lavoro. - Supporto Pratico: La disponibilità dei docenti e dei tutor è stata un punto di riferimento costante. Ho trovato un supporto tempestivo e concreto per ogni difficoltà. - Evoluzione Personale: L'aspetto più prezioso è stata l'attenzione alle soft skills. Il percorso mi ha aiutato a evolvere in termini di leadership, comunicazione assertiva e problem solving. In sintesi: Un percorso formativo che non si limita a insegnare come gestire un progetto, ma ti trasforma profondamente come professionista.
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Pierluigi Di Giovenale
18 Maggio 2026
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Esperienza di accrescimento molto valida. Docenti preparati, coinvolgenti e appassionati. Staff cordiale, disponibile ed efficiente. Struttura accogliente e ben gestita.
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Alessia Bruni
16 Maggio 2026
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Esperienza super positiva che ricorderò con piacere. formazione di qualità, docenti competenti e staff GEMA sempre accogliente e disponibile. Ho apprezzato molto anche il clima di classe e i contatti umani creati durante il percorso. Consiglio vivamente questo master a chi vuole crescere nelle Risorse Umane.
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Gabriella Brancato
15 Maggio 2026
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Frequentare il Master in GEMA Business School è stata un'esperienza di crescita non solo professionale, ma anche personale. Fin dal primo giorno l'accoglienza dello staff è stata eccellente. Ho trovato un ambiente stimolante, umano e profondamente attento alle esigenze del singolo. I professori sono di altissimo livello e sanno trasmettere la passione per questo lavoro. Grazie a tutto il team GEMA per la professionalità, il calore e il costante supporto durante tutto il percorso. Molto utile anche il lavoro di orientamento e il bilancio delle competenze svolto dal Placement.
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Flavia Padoan
22 Aprile 2026
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Struttura eccelente, percorso formativo molto buono ed estremamente utile.
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