ARTICOLO AGGIORNATO A DICEMBRE 2025
Il diritto alle ferie è un argomento che, spesso, è poco conosciuto. Prassi aziendali e accordi tra lavoratore e datore di lavoro possono mettere in ombra quelli che sono i dettami della disciplina ed è legittimo chiedersi cosa dice la normativa sulle ferie per i lavoratori dipendenti, in particolare in relazione al periodo di ferie annuali retribuite.
In molte aziende, conoscere la definizione delle ferie secondo la legge permette di gestire meglio il calendario delle assenze e di rispettare l’obbligo ferie, evitando conflitti tra esigenze aziendali e diritto del lavoratore. Questo vale sia per i lavoratori dei settori pubblici sia per i dipendenti privati, la cui gestione delle ferie deve sempre seguire le regole minime stabilite dalla normativa.
In questo articolo andremo ad approfondire questo argomento, mettendo in luce alcuni aspetti che (forse) non tutti sanno sul diritto alle ferie e sul ruolo del lavoratore e del datore di lavoro nella definizione dei giorni di vacanza.
Essere informati sulla disciplina delle ferie è importante sia per i lavoratori sia per le aziende. Essa stabilisce non solo i giorni minimi di riposo obbligatori, ma anche le modalità di fruizione e maturazione delle ferie, assicurando che i diritti dei dipendenti pubblici e dei dipendenti privati siano rispettati correttamente e che la pianificazione delle assenze avvenga nel rispetto della normativa ferie dipendenti.
Il diritto alle ferie del lavoratore dipendente è solennemente sancito dalla nostra Costituzione: art. 36, 3° comma. Il principio sul quale si basa è quello della tutela della salute fisica e psicologica del cittadino-lavoratore, nonché della cura degli interessi personali e del tempo di vita.
Se non bastasse, il diritto ha trovato attuazione nel Codice civile, nello specifico stiamo parlando dell’articolo 2109, nel quale ci si riferisce al periodo annuale di ferie retribuito non solo come diritto del cittadino-lavoratore, ma anche come insopprimibile e irrinunciabile.
Oltre al quadro costituzionale e civile, la legge ferie definisce anche come si maturano e si fruiscono le ferie, garantendo che i periodi di riposo dei dipendenti vengano riconosciuti correttamente e che sia quindi rispettato il diritto alle ferie del lavoratore dipendente
Abbiamo visto che le ferie sono un diritto a cui nessun lavoratore può rinunciare. Ma quanto dura il periodo di ferie retribuite? Il Codice civile, per la definizione della durata delle ferie, rimanda a tre fonti:
Per quanto riguarda il periodo concesso, la normativa prevede l’obbligo delle ferie per 15 giorni consecutivi: almeno due settimane all’anno, quindi, è obbligatorio fare 2 settimane di ferie consecutive, se così richiesto dal dipendente. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), però, stabilisce un periodo di ferie annuali retribuite non inferiore alle quattro settimane.
Altra domanda fondamentale è chi decide le ferie. Sulla questione di quando godere le ferie, la legge stabilisce che sia compito del datore di lavoro la definizione del periodo di assenza retribuita del lavoratore per ferie annuali. Nella pianificazione delle ferie per i propri dipendenti, l’azienda dovrà tenere conto delle proprie esigenze e degli interessi dei lavoratori, comunicandolo preventivamente. La definizione del periodo temporale nel quale concedere le ferie è, dunque, una facoltà unilaterale dell’azienda.
Il monte ferie si accumula o meglio si matura in base alla durata del rapporto lavorativo, ovvero in relazione all’attività effettivamente prestata dal dipendente e ad alcuni tipi di assenze. Nel conteggio delle ferie sono incluse le assenze dovute a malattia, i permessi retribuiti, i congedi di maternità e i permessi elettorali. Sono esclusi dalla maturazione delle ferie, invece, i periodi di congedo parentale, permessi e aspettative non retribuiti e periodi di cassa integrazione a zero ore.
Per ragioni eccezionali non previste né prevedibili, l’azienda può decidere di revocare le ferie autorizzate al lavoratore, senza, per tale motivo, dover risarcire le eventuali spese di prenotazione delle vacanze sostenute dal dipendente qualora sussistano le condizioni di gravi ed eccezionali esigenze aziendali. Il periodo di ferie può essere legittimamente differito all’anno successivo.
Secondo quanto disposto dal Codice Civile, nel periodo di preavviso per il recesso dal contratto di lavoro, non vengono calcolate le ferie. Il periodo di preavviso di licenziamento non può quindi essere computato nelle ferie.
Per gestire correttamente le ferie dei dipendenti, rispettare l’obbligo ferie e applicare in maniera pratica la normativa ferie dipendenti, è fondamentale avere una solida preparazione in amministrazione del personale e diritto del lavoro. Conoscere le regole, le modalità di maturazione e fruizione delle ferie, così come altre disposizioni legate al rapporto di lavoro, permette di evitare errori e conflitti tra datore di lavoro e dipendente, migliorando l’organizzazione aziendale.
Il Master in Amministrazione del Personale e Diritto del Lavoro di GEMA Business School offre un percorso completo per approfondire questi temi, fornendo strumenti pratici per la gestione delle ferie, dei permessi, dei contratti e di tutti gli aspetti amministrativi legati ai dipendenti. Questo percorso è ideale per chi desidera diventare un esperto nell’amministrazione del personale e garantire il rispetto della normativa sia per i lavoratori pubblici sia per i dipendenti privati.
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