La leadership del futuro in un mondo in continua evoluzione

25 Ottobre 2022
La leadership del futuro in un mondo in continua evoluzione

La Leadership del futuro in un mondo in continua evoluzione

Il mondo del lavoro è in perenne evoluzione ormai da tempo, e con esso le dinamiche lavorative, le esigenze dei dipendenti e le caratteristiche in grado di definire un leader di successo, figura guida nel raggiungimento di obiettivi da parte dei team.  

L’immagine del manager autocratico non si adatta più allo scenario attuale: per dare una direzione, bisogna creare empatia. Per assecondare i bisogni degli altri, occorre saper gestire con rispetto i propri collaboratori. Per guidare un team di lavoro, è necessario sentirsi parte di esso.  

In questo articolo vedremo com’è cambiato il concetto di leadership e analizzeremo le principali caratteristiche del leader odierno.  

L’evoluzione della Leadership

La figura del leader è cambiata in concomitanza del cambiamento del tessuto sociale.  

Uno studio empirico, condotto nel 1939 dallo psicologo tedesco Kurt Lewin e basato su tre stili di leadership (autoritaria, democratica e “laissez-faire”), ha evidenziato che:  

  • La leadership autoritaria è vincolata ad azioni rapide, a strategie chiare e ad un elevato livello di produttività;  
  • La leadership democratica è caratterizzata da un livello di produttività minore, ma qualitativamente più elevato;  
  • La leadership “laissez – faire” è sinonimo di libertà e creatività. La cooperazione e la produttività sono tuttavia basse.  

  

Tutti e tre i modelli nascondono insidie di non poco conto, rispettivamente compendiabili in:  

  • Aggressività e paralisi del lavoro 
  • Cali di attenzione, scarsa considerazione;  
  • Bassa produttività e cooperazione, dispersività.  

  

Il modello democratico risulta tra i tre il più efficace, associandosi inoltre a una produttività qualitativamente migliore. Ciascuno dei modelli presenta tuttavia dei limiti, da qui la necessità di procedere oltre.

Un nuovo concetto di Leader

Una quarta possibilità è rappresentata dalla cosiddetta Transformational leadership, teoria coniata all’inizio degli anni ‘70 dal sociologo James V. Downton: il leader è investito di un potere trasformativo, il suo compito è unire e allineare tutto il team per condurlo verso il successo comune. Questo modo di agire incentiva la fedeltà nei confronti dell’azienda e promuove il concetto di benessere all’interno dell’ambiente di lavoro, entrambi temi di grande attualità. Purtroppo però, anche in questo caso, la minaccia di fallimento è dietro l’angolo: troppe aspettative riposte sul singolo, la corsa nel raggiungimento degli obiettivi, comunicazione e allineamenti no stop possono risultare alla lunga stancanti e portare i lavoratori al burnout.  

Ma veniamo ad oggi, nel 2022 la figura del leader ha subito una rivisitazione totale. L’intelligenza emotiva è diventata la chiave per sviluppare alti livelli di fiducia ed una cultura aziendale armoniosa e trasparente.  

Il leader di oggi dev’essere in grado di valutare l’impatto che le sue parole e le sue azioni potrebbero avere sugli altri, grazie ad un buon grado di self-awareness e alla sua disponibilità a mettersi continuamente in gioco, comprendendo i propri limiti e supportando il prossimo nel fare lo stesso. 

La percezione generale è più immediata e dinamica, il valore dei feedback è considerato un contributo alla visione d’insieme. Lo sviluppo del leader procede parimenti a quello dei suoi dipendenti, il lavoro si orienta strada facendo e gli errori che contribuiscono alla crescita non sono minacce per l’autostima 

Nell’ambiente di lavoro del futuro ogni skill viene valorizzata e ai futuri manager è offerta un’intensa attività di mentoring per apprendere e formarsi.  

La nuova leadership vuole investire nel talento, nelle capacità personali, nel lavoro di squadra e nella connessione tra i dipendenti. Tra i concetti chiave possiamo individuare:  

  • Valorizzazione: dare valore a capacità personali, peculiarità e soft skills di ognuno; 
  • Benessere personale: life-work balance, hybrid & remote working, apprendimento continuo; 
  • Teamwork: collaborazioni e connessione, empowerment organizzativo; 
  • Inclusività: eguaglianza sociale, abbattimento dei bias di genere.

LEADERSHIP VS MANAGEMENT: Quali sono le caratteristiche vincenti di entrambe?

Se il Leader si preoccupa di motivare, promuovere azioni di coaching e supportare una visione d’insieme, il Manager identifica invece in modo più pragmatico le skills strategiche. Un Manager dovrà essere in grado di fornire feedback accurati e costruttivi, favorire lo sviluppo professionale di tutti i membri del team, possedere doti di problem solving, creare opportunità di Team building, essere in grado organizzare e pianificare il flusso di lavoro.  

Secondo un’indagine svolta da Espresso Communication per Great Place to Work® Italia, tra le doti più apprezzate in un “leader del futuro” spiccano capacità di ascolto, gentilezza ed empatia. Le più importanti competenze da sviluppare oggi nell’ambito del Business Management riguardano invece gli aspetti comunicativi ed interpersonali, il problem solving, il time management e altro ancora.  

L’Executive Master in Project Management di GEMA Business School fornisce le competenze essenziali per un’efficace ed efficiente gestione delle attività, formando Project Manager in grado di coordinare tutte le funzioni e le fasi di sviluppo di un progetto.  

Per mantenersi costantemente aggiornata, questa figura dovrà essere una persona attenta ai bisogni degli altri, capace di rendere il team coeso e motivato, valorizzando le peculiarità di ognuno. Dovrà fare da collante generazionale tra giovani e meno giovani per consentire di trarre dall’esperienza di uno e dalla visione dell’altro, un beneficio reciproco e collettivo.


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