Quando il fare non basta più
Quando tempi, budget e agende si stringono, la prima cosa che si taglia è il debriefing, cioè il momento in cui l’esperienza diventa significato.
È la fase più fragile del ciclo di Kolb, e anche quella che rende l’apprendimento trasferibile.
Si può imparare benissimo una competenza senza diventare più capaci di imparare la successiva. E oggi, con l’AI, la successiva arriva sempre più in fretta.
Quando una competenza diventa parte di chi siamo
C’è poi un secondo livello, che di solito resta fuori dalle discussioni sulla formazione.
Chi ha impiegato vent’anni a diventare il miglior conoscitore di un processo, quando quel processo viene automatizzato, non perde soltanto uno strumento di lavoro: perde il modo in cui gli altri lo riconoscono e in cui lui stesso si riconosce.
Per questo la resistenza al cambiamento è raramente pigrizia. Più spesso è la difesa di un sé professionale che non sa ancora chi sarà dopo.
Tre cose per chi guida persone
Nell’articolo propongo tre attenzioni che possono cambiare il modo in cui guardiamo alla formazione e al cambiamento.
Proteggere il tempo della riflessione, anche quando tutto spinge a tagliarlo.
Valutare la formazione anche da ciò che le persone diventano capaci di imparare dopo, non solo da ciò che hanno imparato.
Leggere le resistenze come segnali di ciò che si teme di perdere.
Leggi l’articolo completo: “Il paradosso dei competenti”
Riconoscete questi segnali nella vostra azienda?
Competenze che invecchiano, persone che si irrigidiscono, formazione che non si trasferisce nel lavoro: scrivetemi. Con GEMA possiamo capire insieme da dove partire.