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Il testo unico per il diritto del lavoro: lo Statuto dei Lavori

In cantiere già da novembre scorso, il testo unico denominato “Statuto dei Lavori”, qualora andasse in porto, rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione nel campo del diritto del lavoro. Con lo scopo di rendere più accessibile e certa tale normativa, l’intento del Ministro Sacconi è quello di dare una nuova spinta all’occupazione, svecchiare e compattare il sistema di leggi italiane relativo a questo settore.

Obiettivo primario è anche quello di fornire un contesto favorevole alla creazione di buon lavoro, inquadrato in un sistema di regole che tenga conto della realtà odierna.

Secondo una stima del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, attualmente il diritto del lavoro è disciplinato da approssimativamente 1.000 atti normativi e 15.000 precetti e disposizioni.

Lo “Statuto dei Lavori”, strumento di diritto che, secondo il Ministro, andrà a rinnovare e non ad abolire lo storico “Statuto dei Lavoratori”, sarà fatto oggetto di una delega al Governo. Sarà proprio il Governo a doversi occupare della riduzione del 50% della normativa vigente, dell’identificazione di un nucleo di diritti universali e indisponibili, l’identificazione della rimanente area di tutele, il riordino delle regole sulle tutele nel mercato del lavoro (orientamento, collocamento e formazione professionale) ed estensione degli ammortizzatori sociali senza oneri aggiuntivi di finanza pubblica.

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