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Le relazioni industriali nella gestione delle risorse umane

Il termine ‘relazioni industriali’ è strettamente legato al diritto giuslavoristico. Con esso s’intende quel sistema di norme che regolano i rapporti tra i quattro soggetti in gioco: Stato, sindacati, impresa e lavoratori nel campo della gestione delle risorse umane.

Tale sistema è il prodotto di un ordinamento giuridico e della cultura e della storia del Paese in cui viene applicato.

Per questo, il modello di relazioni industriali francese, nel quale si fa sentire un intervento profondo del legislatore, è diverso da quello inglese, nel quale prevale la contrattazione collettiva. Ed eccoci ai due opposti: il metodo legislativo e il metodo contrattuale.

Nonostante ciò, nessun Paese può vantare di un modello puro dell’una o dell’altra tendenza.

Il sistema di relazioni industriali italiano è un sistema che si rifà prevalentemente al modello della contrattazione collettiva nazionale. Questo, però, non è un assoluto.

La legislazione, così come la pratica e la realtà sociale, è mutevole. Il cambiamento di scenario evidenziato da molti studiosi nel campo della gestione delle risorse umane, fa intravedere all’orizzonte il tramonto di questo tipo di regolamentazione a causa dello sfumare del potere contrattuale dei sindacati (almeno, così come oggi lo si conosce).

Per tale motivo, quello delle relazioni industriali è un ambito della gestione del personale in costante mutamento che richiede professionisti preparati e in grado di seguire le evoluzioni dell’ordinamento giuslavoristico.

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