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La più grande opportunità è il più grande cambiamento: l’evoluzione delle HR

Il mondo delle Risorse Umane è in continuo cambiamento, ed oggi è chiamato a rispondere a nuove sfide e a sviluppare nuove competenze, fino a qualche tempo fa ancora in stato embrionale. La globalizzazione (si pensi a quanto sia aumentata la geografia lavorativa oggi) e la digitalizzazione (intesa non solo come trasformazione tecnologica, bensì culturale, organizzativa, manageriale) hanno radicalmente cambiato il nostro modo di vivere e di lavorare, facendo il loro ingresso nelle aziende di tutto il mondo.

Ogni recruiter ha la consapevolezza, più o meno radicata, che per far bene il proprio lavoro non è sufficiente – o quantomeno non è più sufficiente – limitarsi a cercare attivamente i potenziali talenti, ma è ormai indispensabile farsi notare attraverso strategie mirate di Brand Identity. Per i potenziali talenti in cerca di lavoro è sempre più semplice attingere da numerose fonti di informazioni riguardanti le organizzazioni, soprattutto attraverso il web e i social media. Dal loro punto di vista, il valore aziendale sempre più significativo è l’attenzione al benessere dei dipendenti (circa per il 56 % di loro), grazie a tematiche in continua espansione come il Welfare e lo Smart Working e, in generale, ad un’attenzione maggiore al work life balance e alla qualità della vita professionale.

Qual è, invece, il vero cambiamento interno alle organizzazioni?  Cosa cambia per le Risorse Umane e in che modo? Oggi i responsabili HR hanno un nuovo obiettivo, quello di individuare con forza crescente le skill necessarie a soddisfare al meglio il business delle proprie organizzazioni e di pensare a ruoli strategici del tutto nuovi, inesistenti fino a qualche tempo fa. A cambiare, dunque, è anche la strategia di acquisizione di talenti, dovuta alla necessità di rintracciare soft skill come l’innovazione (48,9 %), la passione (46,9 %), o la capacità di lavorare in team e in modo sempre più creativo. Ecco dunque che interviene la necessità da parte delle HR di pianificare la migliore strategia possibile di Employer Branding, con l’obiettivo di diventare sempre più appealing nei confronti dei talenti da attrarre e consolidare la propria identità rispetto ai propri collaboratori.

Dal job posting alle competenze trasversali oggi prioritarie, dal network relazionale alle possibilità di carriera, negli ultimi anni si è delineata una strategia tutta nuova per attrarre talenti nelle proprie organizzazioni, che passa dal presidiare i social media a fare del diversity&inclusion un patrimonio interno e una possibilità di crescita. L’importanza dei nuovi tool, come le chat e i canali social aziendali, è in costante crescita e ostacolare o rallentare in qualche modo questo cambiamento significa correre il grande rischio di posizionarsi ai margini del mercato del lavoro.

In questo nuovo scenario si inserisce con prepotenza la trasformazione e l’evoluzione digitale che ha investito la nostra società e con la quale le Risorse Umane devono fare i conti, per diventare change leader delle proprie organizzazioni, life coach dei propri dipendenti o assumere ruoli innovativi come quello del Digital HR, accompagnando i propri collaboratori in una nuova dimensione ricca di sfide e obiettivi stimolanti.

Si pensi anche agli eventi aziendali di ultima generazione, uno su tutti l’Hackathon che offre la possibilità di stare a stretto contatto con le nuove tecnologie e a sviluppare alcune competenze di primaria importanza, come il teamworking, il public speaking o ancora il problem solving.

Dai software gestionali di ultima generazione sempre più richiesti (SAP, servizi in cloud), all’evoluzione della formazione attraverso l’e-learning, o ancora alle ultime frontiere del Recruiting come la selezione robotizzata, i video CV e l’intelligenza artificiale, la trasformazione digitale si espande a macchia d’olio nel mondo HR e non solo. Anche la comunicazione acquista nuove sembianze, venendo meno l’unidirezionalità dell’informazione vecchio stampo per lasciare posto ad un susseguirsi sempre più fitto di commenti e reazioni da parte degli utenti.

In questo contesto, la nuova pelle del professionista HR è quella dello Storyteller, il quale non si limita più a trasmettere un’informazione, bensì a trasferire le emozioni che da essa emergono, attraverso messaggi più coinvolgenti, interattivi e attrattivi.

Di tutto questo e di tanto altro si parlerà martedì 12 giugno 2019 a Roma, nella giornata dedicata all’HR Innovation Contest e organizzata da GEMA Business School.

 

Manuel Gamuzza
Organizzazione Didattica Area Master
GEMA Business School




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