Le Partite IVA nella riforma del lavoro

21 Giugno 2012
Le Partite IVA nella riforma del lavoro

Riforma del lavoro partita ivaLa riforma del lavoro 2012, così come approvata al Senato, pone alcuni limiti all’impiego delle Partite IVA al fine di sradicare il fenomeno delle Partite IVA obbligate, per mascherare, di fatto, un rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa.

Andiamo a vedere nel dettaglio quali sono le novità introdotte dalla nuova riforma del lavoro:

  • Assunzione obbligata del collaboratore a Partita IVA – le prestazioni dei titolari di Partita IVA saranno considerate collaborazioni coordinate e continuative quando sussistono almeno due dei seguenti elementi:
    • La collaborazione si protrae per più di 8 mesi durante un anno;
    • Il reddito della collaborazione supera l’80% del reddito annuo del collaboratore;
    • Nella sede del committente, il lavoratore dispone di una postazione fissa.

Il datore di lavoro, salvo prova contraria a suo carico, nel caso sussistano due di questi elementi, si troverà obbligato ad assumere il lavoratore.

  • Esclusione dall’obbligo di assunzione – l’assunzione a carico del datore di lavoro non sarà ritenuta obbligatoria qualora :
    • Il titolare di Partita IVA svolga prestazioni lavorative che si caratterizzano per le elevate competenze tecniche derivanti da percorsi formativi specialistici o da rilevanti esperienze maturate sul campo;
    • Il reddito annuo da lavoro autonomo del titolare di Partita IVA superi i 18.000 Euro (circa).

Nel prossimo post andremo ad analizzare gli obblighi di assunzione nel caso specifico dei titolari di Partita IVA iscritti agli albi professionali secondo la nuova riforma del lavoro.

Da non perdere, per chi vuole conoscere approfonditamente la riforma del lavoro 2012, i corsi GeMa in Amministrazione del Personale e Diritto del Lavoro.

Fonte immagine: www.flickr.com/photos/andreasmb/4866537197


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