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Il manager delle risorse umane licenzia il capo del personale


HR manager
identifica il nuovo ruolo del capo del personale. Abbandonate le funzioni di semplice controllo e repressione, tipiche del vecchio Capo del personale, il manager delle risorse umane deve supportare le direzioni di staff e programmare percorsi professionali.
Nell’iconografia classica aziendale il capo del personale era preposto al controllo della disciplina in azienda. Dotato di scarso potere decisionale, e di una cultura prevalentemente amministrativa o giuridica, strapazzava i ritardatari, disponeva sanzioni, a volte licenziava e conduceva le vertenze con i sindacati.

D’incanto questa figura è scomparsa, lasciando il posto al manager delle risorse umane, anzi all’HR manager! Il nuovo manager gestisce e valorizza il personale insomma è al suo servizio. Il suo compito non è tanto quello del controllo, ma quello della programmazione del percorso professionale. Non è più il “cattivo” istituzionale. Al contrario, è un personaggio che con la sua sensibilità e la sua attitudine ai rapporti interpersonali può cogliere per tempo i segnali di demotivazione delle persone chiave e adoperarsi concretamente per trattenerle e promuoverle. Ma tutto ciò corrisponde alla realtà? In quante aziende la gestione del personale è uscita dalla logica di un mero controllo? Non sarà l’HR manager un’invenzione letteraria? No, in molte aziende la gestione delle risorse ha un ruolo strategico di motivazione e supporto. Ma purtroppo in tante altre (soprattutto nelle aziende più piccole) la filosofia del “controlla e fai lavorare, punto e basta” è ben lungi da scomparire.

Siamo però in un momento storico dove la competitività delle aziende è arrivata a livelli esasperanti , il mercato ad eccezione di alcuni settori è ormai saturo di ogni tipo di prodotto e servizio; in queste condizione le aziende più competitive sono quelle che dispongono di Risorse umane più motivate e con un alto livello di professionalità. La tendenza ad una politica di gestione del personale per motivare, sviluppare, incentivare ed anche fidelizzare l’azienda agli stessi lavoratori inizia ad essere attuata anche dalle piccole e medie imprese.

Nelle Piccole e Medie imprese è spesso il titolare o il responsabile dell’azienda che chiede di sviluppare competenze specialistiche per selezionare i migliori collaboratori, o per applicare le tecniche valutazione di incentivazione e di sviluppo.




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