Master in Gestione Sviluppo delle Risorse Umane

43ma Edizione del Master in Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane.

Master in Gestione Sviluppo delle Risorse Umane

L’edizione 43 del Master in Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane a prova di Coronavirus.

Affidiamo la presentazione di questa nuova sfida, alla penna (alla tastiera), alle emozioni e alle sensazioni di Carmela Cordova, appena approdata in GEMA Business School per il suo Master in HR.

Ventisette giovani dottori, laureati in mediazione linguistica, psicologia, giurisprudenza, economia. Ventisette menti, dietro ventisette computer che si connettono da svariate città italiane, tutte diversamente bellissime. Radunati in un’aula virtuale, ubicata nella piattaforma di Microsoft Teams, frammento immateriale di rete che ha mescolato background, sogni e disparate ambizioni, creando uno spazio fidato e rassicurante, un luogo di incontro di idee e di scambio di opinioni, intangibile, ma dotato di forza aggregante. Praticamente, mi sono ritrovata nella versione astratta (ma non meno bella) dell’aula McGregor che si trova in sede romana di GEMA Business School.

Carmela Cordova Master HR GEMASono un’allieva del Master in Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane, mi chiamo Carmela Cordova e sono laureata, da circa due anni, in giurisprudenza. Dopo diverse esperienze di pratica forense e stage in tribunale, poco prima del lockdown imposto per il Covid-19, sono approdata in GEMA Business School. Una gentile e solerte Pina Funari ha dato spazio e possibilità ai miei bisogni, mi ha ascoltata e accolta, mi ha capita, prima come persona e poi come possibile allieva. L’attenzione dello staff di GEMA alla voce che si trova dall’altro capo del telefono si era palesata già prima che il Covid prendesse piede in Italia, convincendomi a scegliere questa piuttosto che un’altra scuola. E, coerentemente, quest’attenzione verso ogni singolo allievo connota, oggi, la gestione e l’organizzazione a distanza dell’edizione #43 di un Master meraviglioso.

L’idea di iniziare il Master in modalità distance learning mi ha colta alla sprovvista, almeno inizialmente. Il primo giorno, mossa dall’ansia di arrivare in ritardo in “aula”, mi sono presentata su Teams trenta minuti prima, truccata, ben pettinata, con la bocca secca e le mani sudate. Poi… poi si è aperta la fase del “dopo il primo giorno”: un gruppo Whatsapp, i caffè a distanza, il team work, le chiacchierate nella pause con gli sfondi delle nostre cucine. Oggi, dopo solo una settimana di lezioni, posso dire di avere a disposizione un corpo docenti straordinario (i miei compagni l’hanno definito “over the top”) e un gruppo di colleghi che inizio a sentire anche oltre le lezioni. Le esercitazioni che i docenti ci fanno fare sono utilissime, ci uniscono e ci fanno ragionare, e l’apprendimento è diventato una cosa semplice, quasi immediata, naturale. Non è solo la didattica a essere innovativa, ma anche la modalità coinvolgente con cui il materiale didattico ci viene trasmesso, che fa sì che nessuno venga lasciato indietro.

Senza paura di commettere errori, i miei compagni ed io siamo delle spugne felici di assorbire competenze, dei recipienti riempiti solo a metà, in attesa di fare nostro un metodo, di studiare e analizzare casi concreti. Si potrebbe pensare che lo studio dell’organizzazione aziendale, l’analisi SWOT, la formazione del bilancio siano argomenti difficilmente comprensibili senza l’interazione in un’aula vera e materiale, senza un confronto diretto. In realtà, l’aula c’è, ma non si vede. Siamo ventisette volti che Teams alterna in gruppi da nove sullo schermo, che “alzano la mano” e attivano l’audio per parlare, domandare, considerare, riflettere a voce alta. L’elemento mancante è solo la possibilità di lavorare insieme outdoor, ma i singoli gruppi da sei con cui lavoriamo su Teams ci hanno immesso direttamente nell’avanguardistica dimensione del team post Coronavirus, nella, ormai comune, modalità dello smart working. Ed ecco il plus valore di questa quarantatreesima edizione del Master.

Il primo giorno c’è stato detto che il segreto per affrontare una crisi è trovare l’opportunità che nasce da un problema. Questa modalità a distanza ci ha aperti il più possibile al digital, ci ha spinto al migliore utilizzo di piattaforme che sono destinate a far parte della nostra vita e della vita di ogni professionista anche quando questa crisi sarà passata.
Quando ci incontreremo dal vivo, nella sede della capitale in cui risuoneranno, finalmente insieme, i bellissimi accenti di Federica dalla Sicilia, di Flaminia da Roma, di Elisabetta dalla Puglia di Francesco dalla Calabria e di tutti quanti dalla cima al tacco dello stivale, avremo rafforzato la voglia di lavorare in gruppo e la capacità di farlo anche a distanza. In attesa di concretizzare le pianificate gite ad Ariccia, le cene a base di pizza e di vino rosso e le pause caffè nella vera e unica sede di GEMA Business School, in attesa di festeggiare i compleanni da vicino e di condividere con un abbraccio la gioia di aver compreso gli argomenti più ostici di economia e finanza, continuiamo a fare tesoro di quanto di buono ha avuto origine dall’epidemia.
Continuiamo, imperturbabilmente, a cogliere le straordinarie occasioni che questa crisi crudele ha schiuso.

“La fortuna non esiste, esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità”
Seneca

di Carmela Cordova
Master in Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane




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